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La foca monaca torna in Sardegna? Avvistata a Porto Corallo, sul litorale di Villaputzu!

L’hanno chiamata Morgana, come la celebre fata. Stiamo parlando della foca monaca avvistata e fotografata a Porto Corallo, in Sardegna. La notizia risale solo ad alcune settimana fa ma, della presenza di foche in queste acque si sapeva già da diverso tempo. Non si può parlare quindi di una vera e propria sorpresa perché, essenzialmente, ci sono stati diversi avvistamenti nel corso degli anni. Sono stati osservati esemplari dalla Puglia fino alla Calabria Ionica, dalla Sicilia alla Sardegna, dall’arcipelago toscano al Golfo di Trieste.

Le aree dove più di frequente ci son state segnalazioni sono le isole della Sicilia e la Sardegna, specialmente le coste settentrionali, tanto che gli esperti pensano che la frequentazione di questi luoghi non sia per nulla casuale. Sostengono infatti che si tratti di alcuni individui provenienti da colonie che vivono in Paesi a confine con l’Italia.

Nel corso degli anni passati le foche erano le prede di ignari pescatori e collezionisti, tanto che nel 1918 un articolo di un giornale Sardo riportava “la caccia alle foche si fa con le barche lungo la spiaggia del mare e soprattutto dentro alle grotte marine dove questi pinnipedi vogliono ritirarsi”.

Le grotte ed i luoghi appartati dove un tempo la foca monaca trovava rifugio per riprodursi sono oggi diventate attrazioni legate al turismo ed alle attività della stagione balneare. Le ultime notizie certe relative alla riproduzione, risalgono al 1980 circa, lungo le coste orientali della Sardegna.

La presenza della foca monaca in Sardegna, o comunque nei nostri mari, deve essere uno stimolo per prendersi cura della natura, cambiando approccio, strategie, politiche, economie legate al mare ed alle spiagge. Lo sviluppo sostenibile e il turismo responsabile sono la risposta giusta.